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In questo articolo parliamo di: fatturare di più

Guida completa al Black Friday

Aggiornata al 2026, con i numeri italiani e le regole che nel 2023 non c'erano. La prima domanda non è quanto scontare. È se ti conviene farlo.

Se sei arrivato qui dalla guida al rientro, riprendiamo esattamente dove ci eravamo fermati: lì il calendario si interrompeva al 20 settembre e ti lasciava una data, venerdì 27 novembre 2026. Se invece sei arrivato direttamente, quella pagina è dove si costruisce il pubblico che ti serve adesso, e vale la pena leggerla dopo.

Adesso la risposta, prima di tutto il resto.

Il Black Friday in Italia muove circa cinque miliardi. È vero, ed è il numero che vedrai ovunque da qui a novembre. Quello che non vedrai è l'altro, e cambia tutto: secondo Confcommercio, solo il 10-15% di quegli acquisti è davvero aggiuntivo. Il resto sarebbe arrivato lo stesso, a dicembre, a prezzo pieno.

Il che vuol dire che per una parte delle attività il Black Friday non porta fatturato nuovo. Anticipa quello di dicembre e lo sconta.

Quindi la domanda giusta non è «quanto sconto faccio». È: il mio caso è quello in cui conviene, o quello in cui mi sto pagando da solo una promozione? Più sotto c'è un calcolatore che risponde con i tuoi numeri, in un minuto.

E c'è una seconda cosa da mettere in chiaro subito, perché cambia il calendario. Il Black Friday è un giorno, la campagna no: nel 2025 Amazon Italia ha aperto il 20 novembre e ha chiuso il 1° dicembre. Otto giorni prima del venerdì. Nel frattempo tre quarti dei tuoi clienti stanno già aspettando, e hanno cominciato a guardarsi in giro a ottobre.

Mettere in agenda otto giorni mentre il mercato ne fa venti non è rigore. È arrivare tardi a una cosa che avevi già deciso di fare.

Poi, per chi deve farlo, c'è il calendario smontato pezzo per pezzo.

Quanto vale il Black Friday in Italia

5 mld €il volume d'affari della Black Week 2025 in ItaliaUfficio Studi Confcommercio, novembre 2025

Nel 2025 la settimana del Black Friday ha mosso in Italia circa cinque miliardi di euro, il 20% in più del 2024 e il 145% in più del 2018. Ha comprato il 70,2% degli italiani, con una spesa media di 268 €.

Online, nei giorni fra Black Friday e Cyber Monday, si sono spesi circa 2,2 miliardi, il 7% in più dell'anno prima. Il weekend da solo vale il 3,5% di tutte le transazioni e-commerce dell'anno.

Un dato che ti riguarda più di quanto sembri: oltre la metà di chi compra lo fa per anticipare i regali di Natale. Non sta comprando in più. Sta comprando prima.

E un altro, che è il motivo per cui questa guida esiste: fra chi vende, il 75,7% dei negozi di moda tiene ormai gli sconti su uno-tre giorni soltanto, mentre nel 2024 erano il 57,1%. Chi lo fa da anni sta accorciando.

Attenzione a cosa dice esattamente quel numero, perché è la cosa che quasi tutti leggono al contrario: misura quanto dura lo sconto, non quanto dura la campagna. Sono due cose diverse, e più avanti si scoprirà che vanno in direzioni opposte.

Tieni questi due in mente. Fra dieci righe si incastrano.

Da dove vengono questi numeri?

Confcommercio, Ufficio Studi, indagine con Format Research, novembre 2025. Volume d'affari della Black Week stimato in circa 5 miliardi, +20% sul 2024 e +145% sul 2018. Acquirenti al 70,2%, spesa media 268 € contro i 261 € del 2024. Quota di acquisti realmente aggiuntiva stimata fra il 10% e il 15%. Canali: 50,2% misto, 32,3% solo online, 17,5% solo in negozio.

Osservatorio eCommerce B2c Netcomm, School of Management del Politecnico di Milano, novembre 2025. Circa 2,2 miliardi spesi online fra Black Friday e Cyber Monday, +7% sul 2024. Il weekend vale il 3,5% del valore annuo delle transazioni.

Federazione Moda Italia-Confcommercio, novembre 2025. Adesione al 61,7% fra i negozi di moda associati. Sconti limitati a uno-tre giorni per il 75,7% di chi aderisce.

Confesercenti-Ipsos, novembre 2025. Spesa media 249 €, acquisti online al 68% del totale.

Confcommercio e Confesercenti danno spese medie diverse perché misurano cose leggermente diverse. Stanno qui tutte e due: non le abbiamo mediate e non ne abbiamo scelta una.

Il numero che nessuno cita

Comunque.

Confcommercio stima che solo il 10-15% degli acquisti del Black Friday sia davvero aggiuntivo. Tutto il resto lo avresti venduto comunque, a dicembre, senza sconto.

10-15%su 100 euro incassati al Black Friday, fra 10 e 15 sono vendite che non avresti fatto

Stima dell'Ufficio Studi Confcommercio sulle vendite degli anni precedenti. È una media nazionale su tutti i settori: da te può essere più alta o più bassa, e il calcolatore della prossima sezione serve a capirlo.

Guardala per qualche secondo, perché è tutto lì.

Se novanta euro su cento sarebbero arrivati lo stesso, uno sconto del 20% su tutto il carrello non è un investimento in acquisizione. È un regalo a chi aveva già deciso di comprare da te.

E c'è un secondo effetto, più lento e peggiore. Un cliente che due anni di fila trova il tuo prodotto scontato l'ultima settimana di novembre, il terzo anno aspetta. Non perché sia furbo: perché gliel'hai insegnato tu. A quel punto ottobre si svuota, dicembre si svuota, e ti resta una settimana in cui vendi tanto e guadagni poco.

È esattamente quello che intende Giulio Felloni di Federazione Moda Italia quando dice che il Black Friday va vissuto con misura, evitando di svilire il valore dei prodotti. Ed è il motivo per cui i negozi che aderiscono stanno accorciando: tre quarti tengono lo sconto su uno-tre giorni.

Questo non vuol dire che il Black Friday sia una trappola. Vuol dire che è uno strumento con un costo, e che il costo non è lo sconto: è quello che insegni al cliente.

Quindi si fa un conto prima. E si fa adesso.

Quanto puoi scontare senza rimetterci

Questa è la parte che la versione precedente di questa guida prometteva e non consegnava fino in fondo. La consegniamo adesso, ed è aritmetica, non opinione.

Ti serve un solo numero di partenza: il margine di contribuzione. Prendi il prezzo di vendita e togli tutto quello che cresce insieme alle vendite. Il costo del prodotto, la spedizione, le commissioni di pagamento, l'imballo, la quota media dei resi. Quello che resta, in percentuale sul prezzo, è il tuo margine di contribuzione.

Non serve la contabilità precisa. Serve il numero giusto entro cinque punti.

Mettilo qui sotto insieme al prezzo, e muovi lo sconto.

Se il calcolatore non si carica, si apre in una scheda a parte. I conti che fa sono tutti scritti anche qui sotto.

Due cose da portare via, se non hai voglia di giocare con i numeri.

La prima, ed è quella che sorprende quasi tutti: lo sconto massimo che puoi fare coincide con il tuo margine di contribuzione. Se il margine è il 35%, a 35% di sconto guadagni zero. Non è un modo di dire, è una sottrazione.

La seconda: uno sconto non ti costa la percentuale dello sconto. Ti costa quella percentuale tolta dal margine, che è una cifra molto più piccola, e quindi pesa molto di più. Ecco perché il 20% su un margine del 40% richiede il doppio dei pezzi e non il 20% in più.

Attenzione a due cose mentre inserisci i numeri. I prezzi vanno senza IVA: se metti il prezzo al pubblico con l'IVA e i costi senza, il risultato è sbagliato in tuo favore, che è il modo peggiore di sbagliarlo. E il margine di contribuzione non è il tuo guadagno: ci devi ancora pagare affitto, stipendi, software, commercialista. È il numero giusto per decidere uno sconto, non per decidere se l'azienda va bene.

Se il numero che ti esce è più alto di quello che riesci a produrre, spedire e gestire in una settimana, hai già la risposta.

Aritmetica, non una stima di mercato: quante unità servono per ottenere lo stesso margine totale dopo lo sconto. Non tiene conto dei costi pubblicitari aggiuntivi, che peggiorano il conto.
Il tuo margine di contribuzioneSconto 10%Sconto 20%Sconto 30%
50%+25% di pezzi+67% di pezzi+150% di pezzi
40%+33% di pezzi+100% di pezzi+300% di pezzi
30%+50% di pezzi+200% di pezzia margine zero
20%+100% di pezzia margine zeroci rimetti su ogni pezzo

Il calcolatore ti dice se il conto regge. Restano tre domande che nessun calcolatore può fare al posto tuo. Se rispondi no a due su tre, il Black Friday quest'anno non è il tuo strumento.

Uno. Riesco a vendere quei pezzi in più? Se il calcolatore ti dice che ti servono tre volte i pezzi, hai il magazzino, la logistica e le persone per triplicare in una settimana?

Due. Sto acquisendo qualcuno di nuovo, o sto scontando ai soliti? Se il 90% di chi compra è già cliente, non stai acquisendo: stai riducendo il prezzo a chi pagava pieno.

Tre. Cosa succede a dicembre? Se il tuo picco vero è sotto Natale, anticiparlo scontato di un mese è la definizione di autogol.

Se hai risposto no a due su tre, la sezione dopo è la tua. E anche se hai risposto sì, leggila lo stesso: parla di una cosa che sta succedendo mentre decidi.

Il tuo cliente ti sta già aspettando

77%rimanda acquisti in attesa dei saldi di fine annoBoston Consulting Group, quinta indagine annuale sul Black Friday, settembre 2025

Questo numero spiega ottobre meglio di qualsiasi analisi del traffico. Se il negozio è vuoto a ottobre non è perché la gente non ha soldi: è perché ha deciso di spenderli fra tre settimane. In Gran Bretagna il rinvio si vede persino nelle statistiche nazionali, dove le vendite al dettaglio di ottobre 2025 sono scese dell'1,1% e i negozi hanno indicato proprio l'attesa del Black Friday.

C'è un secondo dato della stessa indagine che decide quando devi muoverti: quasi sei su dieci cominciano a cercare le offerte a ottobre o ai primi di novembre. Quando parte la settimana degli sconti, chi compra ha già guardato, già confrontato e spesso già scelto da chi.

Il che ti mette davanti a una scelta, e va fatta adesso perché cambia tutto il resto del calendario.

Uno. Smontare l'attesa. Dare a chi compra a ottobre un motivo che a novembre non ci sarà più. Si può fare, ma quel motivo quasi sempre è un altro sconto, e allora hai solo spostato il problema di un mese pagandolo due volte.

Due. Cavalcarla. Accettare che il cliente aspetti, e usare le settimane dell'attesa per farsi impegnare invece che per farsi ricordare. Un pre-ordine, una lista dei desideri con il pezzo messo da parte, una caparra, un accesso anticipato riservato a chi è in lista. Il cliente non ha ancora pagato pieno e tu non hai ancora scontato niente, ma quando parte la pubblicità del tuo concorrente lui ha già qualcosa investito da te.

Noi consigliamo la seconda, per un motivo che è aritmetico e non di gusto: l'impegno non costa margine, lo sconto sì. È lo stesso criterio del calcolatore, applicato al calendario invece che al prezzo.

E c'è un terzo dato che rende la prima strada ancora più stretta. Nella stessa indagine, la soglia sotto la quale il consumatore non chiama «affare» uno sconto resta intorno al 30%. Torna alla tabella qui sopra: il 30% su un margine del 40% vuol dire quattro volte i pezzi. Adeguarsi all'aspettativa del mercato, per la maggior parte delle attività, non è una scelta commerciale. È fuori portata.

Fra i negozi di moda italiani, del resto, il 39,3% ha già deciso di non aderire affatto. Non sono negozi che non sanno fare marketing: sono negozi che hanno fatto questo conto.

Le tre mosse che restano quando togli lo sconto generalizzato sono queste, e valgono anche per chi il Black Friday lo fa.

  1. 01

    Riservato invece che pubblico

    Non un taglio sul catalogo, ma un'offerta per chi è in lista. Costa meno, non educa il mercato ad aspettare, e ti dice esattamente quanto vale la tua lista.

  2. 02

    Valore invece di prezzo

    Spedizione, garanzia estesa, servizio in più, bundle. Il cliente percepisce un vantaggio, tu non tocchi il listino e non entri nell'obbligo di confronto sui trenta giorni.

  3. 03

    Impegno invece di sconto

    Pre-ordine, prenotazione, caparra, buono regalo. Vendi a novembre quello che consegni a dicembre. Vale moltissimo, e non costa un punto di margine.

Sconto su tuttoOfferta riservata

Chi la vede

chiunque passi

chi è già in lista

Cosa costa

margine su tutte le vendite

margine solo sulle vendite nuove

Cosa insegna al cliente

ad aspettare novembre

a stare in lista

Cosa misuri

il fatturato di due giorni

quanto vale davvero la tua lista

Cosa ti resta a dicembre

un magazzino e nessuna urgenza

i clienti che non hanno comprato a novembre

Le regole che nel 2023 non c'erano

Prima di arrivare al calendario, una cosa che cambia il modo di costruire l'offerta.

Dal 1° luglio 2023 il Codice del consumo ha un articolo nuovo, il 17-bis, che recepisce la direttiva europea Omnibus. Dice che quando annunci una riduzione di prezzo devi indicare il prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti, e che lo sconto va calcolato su quello. Non sul listino.

In pratica: alzare il prezzo a ottobre per fare un bel numero a novembre non è più una furbizia, è un illecito. Vale per l'online e per il negozio fisico. Le sanzioni per l'annuncio di riduzione partono da 516 € e le commina il Comune, ma se la cosa viene letta come pratica commerciale scorretta si entra in un altro campionato, quello dell'Antitrust, dove il tetto arriva al 4% del fatturato.

La conseguenza operativa è una sola e va scritta in agenda: il prezzo di novembre si decide a ottobre, perché la finestra dei trenta giorni comincia lì.

E adesso la parte in cui parlo di noi, brevemente, perché è la ragione per cui questa guida è stata riscritta e non ritoccata.

La versione del 2023 di questa pagina insegnava a usare frasi come «solo per i primi cento clienti» e «offerte limitate fino a esaurimento scorte» per creare urgenza. Era settembre 2023, cioè dopo l'entrata in vigore delle regole che hai appena letto. L'abbiamo scritto lo stesso.

Nella stessa pagina raccontavo di quando, per l'inaugurazione di un negozio di abbigliamento, avevamo fatto direct marketing su Tinder. Tre giorni di traffico enorme, poi ci hanno bannati. All'epoca l'ho raccontata come una bravata riuscita.

È una storia vera e la tengo, ma il finale conta più dell'inizio: ha funzionato per settantadue ore e poi il canale si è chiuso per sempre, e il cliente si è ritrovato senza. Una cosa che funziona finché non ti fermano non è una strategia. È un prestito.

Oggi la scarsità che consigliamo è solo quella vera. Se hai quaranta pezzi, scrivi quaranta. Se ne hai quattromila, non scrivere che stanno finendo.

Il calendario, dal 9 al 30 novembre

Nel 2026 il Black Friday cade venerdì 27 novembre, il Cyber Monday lunedì 30. Quelle sono le date del picco, e sono le uniche che tutti conoscono.

La campagna comincia due settimane prima, e non perché lo diciamo noi: perché lì è già cominciata quella degli altri, e perché a quel punto il tuo cliente ha già guardato in giro.

Tre settimane di presenza, due giorni di sconto. Sono le due cose che quasi tutti confondono, e tenerle separate è l'intera strategia.

Tre settimane di campagna, due giorni di sconto

Annuncio9-15 NOVAnteprima16-22 NOVBlack Friday23-27 NOVRecupero28-30 NOV
  1. 9-15 NOVAnnunciodici cosa arriva e apri la lista. Non sconti
  2. 16-22 NOVAnteprimachi è in lista compra prima, a condizioni riservate
  3. 23-27 NOVBlack Fridaylo sconto pubblico, corto. Giovedì i controlli, venerdì rispondi
  4. 28-30 NOVRecuperocarrelli lasciati, e il Cyber Monday su quel che resta
Calendario 2026 verificato: il 1° novembre è domenica, quindi il 26 è il quarto giovedì e il Black Friday cade venerdì 27. La larghezza delle fasce è quella vera

La prima settimana non sconta niente, e regge tutto il resto. Dici cosa arriverà, quando, e a chi tocca per primo. Apri la lista, il pre-ordine, la prenotazione, il buono regalo, la lista dei desideri con il pezzo messo da parte. Chiunque ti lasci un impegno in questa settimana è una persona che il 27 novembre non guarderà l'inserzione del tuo concorrente. Non hai scontato un euro: hai comprato attenzione con qualcosa che non è margine.

L'errore più comune è aprire con la percentuale. Chi lo fa brucia il colpo migliore due settimane prima, e per quindici giorni non ha più niente da dire.

La seconda settimana è quella dell'anteprima, ed è dove si vende davvero bene. Chi è in lista compra prima, a condizioni riservate, mentre le aste pubblicitarie non sono ancora piene e i grandi non hanno ancora saturato le caselle. È anche il test che ti dice quanto vale la lista che hai costruito da settembre: se non vende adesso, non venderà nemmeno il 27.

La terza è il picco, e lo sconto pubblico ci sta dentro corto. Due giorni, non cinque: è quello che fanno tre quarti dei negozi di moda, ed è quello che l'aritmetica del margine può reggere. Dentro quella settimana i mestieri sono ancora diversi giorno per giorno.

Giovedì 26 sono i controlli, ed è il giorno che salta sempre: poi venerdì mattina scopri che il codice sconto non si applica alle spedizioni o che il magazzino ha un prodotto in meno di quello che dice il sito. Un'ora di controlli il giovedì vale più di qualsiasi campagna.

Venerdì 27 non si lavora sulle campagne. Se le stai riscrivendo venerdì mattina vuol dire che le tre settimane sono andate storte. Venerdì si risponde alle persone, e basta.

La coda serve a recuperare, non a replicare. Sabato i carrelli lasciati e le richieste rimaste senza risposta. Domenica non mandi niente: la casella è satura e il tasso di disiscrizione della domenica del Black Friday è il più alto dell'anno. Lunedì 30 il Cyber Monday funziona su quello che è rimasto: se rifai la stessa offerta, stai dicendo a chi ha comprato venerdì che ha fatto male ad avere fretta.

Un ultimo conto, e chiude il cerchio con la sezione di prima. Se la campagna dura tre settimane e lo sconto due giorni, quello che stai vendendo per diciannove giorni su ventuno non è il prezzo. È il fatto che il pezzo è tuo e ti aspetta.

Chi risponde, mentre tutto questo succede

Rileggi il calendario e conta quante caselle richiedono che qualcuno risponda a qualcuno. Le prenotazioni e i pre-ordini delle prime due settimane, il recupero dei carrelli, le richieste senza risposta del sabato, il «arriva entro Natale?» che arriva alle undici di sera del venerdì.

Non è un'impressione. Fra gli operatori e-commerce italiani, il 52% dichiara di aver potenziato in anticipo proprio il customer care in vista del Black Friday, subito dopo marketing e logistica. Chi lo fa da anni ha capito dove si rompe.

Il punto è che le richieste triplicano in tre settimane e le persone in azienda restano quelle. Se il venerdì il tuo lavoro è rispondere, come dovrebbe essere, allora qualcuno deve rispondere anche quando tu stai rispondendo a qualcun altro.

È qui che un agente AI fa il suo mestiere, che non è vendere. Addestrato sui tuoi listini, sui tempi di spedizione e sulle tue condizioni di reso, risponde in tre secondi su WhatsApp, sul sito e sui social, e passa a una persona quando la domanda esce dal suo perimetro. Si presenta sempre per quello che è, come chiede l'articolo 50 dell'AI Act. Sono i processi che puoi delegare già oggi, e vale la pena vedere cosa sa fare un agente in un'azienda piccola prima di decidere.

Nella settimana in cui una risposta a tre ore vale zero, tre secondi cambiano il conto. Lo stesso principio regge i flussi automatici che curano i contatti mentre tu sei in negozio.

Nessuno di questi numeri si costruisce a novembre. Un agente va in esercizio in due-quattro settimane, dopo una fase di prova supervisionata, e un assessment dei processi si chiude in tre-sei.

Che tradotto in date vuol dire: se ci si mette mano entro ottobre, il 27 novembre c'è. Se ci si pensa a metà novembre, si arriva come l'anno scorso.

Cosa fa il tuo settore in quelle tre settimane

Le stesse sette schede della guida al rientro, così le due pagine si parlano. Qui però la domanda è più stretta: cosa fai tu, in quelle tre settimane.

Per tre settori su sette la risposta comincia con «niente sconti». Apri il tuo.

Negozi e abbigliamento

Il settore dove il Black Friday è più affollato e più rischioso. Tre quarti dei negozi di moda che aderiscono tengono lo sconto su uno-tre giorni: seguili. Anteprima al mercoledì per chi è in lista, sconto pubblico solo venerdì e sabato, e niente domenica. Il pezzo che decide tutto è la lista costruita a settembre.

Ristorazione, bar, food

Non scontare i coperti. Qui il Black Friday funziona su una cosa sola: vendere a novembre quello che si consuma a dicembre e gennaio. Buoni regalo, cene aziendali, capodanno, gift card. Incassi adesso, servi dopo, non tocchi il prezzo del menù.

Servizi alla persona e officine

Qui la risposta è no. Uno sconto sulla manodopera a novembre non crea domanda: chi ha la macchina che perde olio viene comunque. Quello che ha senso è vendere in anticipo i tagliandi e i controlli di gennaio-febbraio, quando l'officina è vuota.

Beauty, fitness, sanità privata

È uno dei due periodi dell'anno in cui un abbonamento lungo si vende senza sforzo, insieme a gennaio. Non scontare la singola seduta: vendi il pacchetto e l'annuale. In ambito medico attenzione doppia, perché la pubblicità sanitaria ha regole proprie.

Hotel, B&B e masserie

Il settore dove il Black Friday rende di più e costa di meno, perché si vende una data futura. Prenotazione a novembre, soggiorno a primavera, tariffa bloccata. Non è uno sconto: è liquidità adesso su camere che sarebbero rimaste vuote comunque.

E-commerce

L'unico settore in cui il calcolo dei margini va fatto prodotto per prodotto, non a catalogo. Sconta dove il margine regge, tieni fermo dove non regge, e ricordati che l'obbligo dei trenta giorni si applica per singola scheda prodotto. Il giovedì di controlli non è opzionale.

Studi professionali

Qui la risposta è no, senza sfumature. Un commercialista che sconta a novembre non acquisisce niente e svaluta la parcella. Il tuo novembre serve a farti trovare da chi a dicembre decide con chi lavorare l'anno prossimo.

Fai il conto insieme a qualcuno

Il primo contatto qui lo gestisce un agente. Si chiama Gaia, risponde sul nostro WhatsApp a qualsiasi ora, e quando la domanda esce dal suo perimetro passa la conversazione a una persona con tutto il contesto.

Sotto ci sono cinque domande già scritte. Tocca quella che assomiglia al tuo caso: si apre WhatsApp con il messaggio pronto, e puoi cambiarlo prima di inviare.

Dopo il 30 novembre

Confcommercio lo dice meglio di me: un buon Black Friday è soprattutto una buona premessa per dicembre, che resta il mese più importante dell'anno per i consumi delle famiglie.

Il che è anche l'ultimo argomento contro lo sconto indiscriminato. Se il 30 novembre hai svuotato il magazzino e bruciato il margine, a dicembre partecipi al mese più ricco dell'anno con niente in mano.

Le due pagine che continuano da qui.

Le domande che restano

Se non lo faccio, i clienti vanno dai concorrenti?

Alcuni sì, e sono quelli che comprano solo a sconto. La domanda vera è quanto valgono. Se un cliente arriva solo quando c'è il 30%, non torna a gennaio: torna al prossimo 30%. Quattro negozi di moda su dieci hanno fatto questo conto e hanno deciso di non partecipare.

Posso alzare il prezzo a ottobre e scontarlo a novembre?

No, e dal 2023 non è più una questione di stile. L'articolo 17-bis del Codice del consumo obbliga a usare come riferimento il prezzo più basso praticato nei trenta giorni precedenti. Il prezzo di novembre si decide a ottobre.

Il calcolatore vale anche per i servizi?

Sì. Al posto del costo del prodotto metti il costo diretto di erogare quel servizio: ore, materiali, trasferte. Se il tuo costo principale sei tu, mettici il valore del tuo tempo, altrimenti il risultato è ottimista. E se hai un costo pubblicitario per acquisire un cliente, c'è un campo apposta: mettici quanto ti costa portare un ordine, non il budget totale.

Faccio Black Friday o Black Week?

La domanda mescola due cose. La campagna dura tre settimane, perché è quanto dura quella di tutti gli altri e perché il tuo cliente comincia a guardarsi in giro a ottobre. Lo sconto dura due giorni, perché è quello che il margine regge: tre quarti dei negozi di moda che aderiscono fanno esattamente così, e nel 2024 erano poco più della metà. Sette giorni di sconto pieno non sono una Black Week, sono una settimana di margine regalato.

Non ho una lista contatti. Salto tutto?

No, ma cambia l'obiettivo: quest'anno le tre settimane servono a costruirla. Chi entra, chi chiede, chi lascia il carrello, chi mette da parte un pezzo. Il Black Friday con la lista lo fai l'anno prossimo, e costa un terzo. Come si costruisce sta nella guida al rientro.

Facciamo il conto insieme

Dicci come lavori e quali margini hai. Ti diciamo se il Black Friday quest'anno ti conviene, e cosa fare se la risposta è no.

Ti risponde Gaia, la nostra AI: subito, H24