L'8 ottobre «Vendere con l'AI» ha fatto tappa a Bologna, negli uffici di Intelligenza Manageriale, in pieno centro. In sala trenta imprenditori e professionisti di mestieri lontani fra loro: dal beauty allo studio legale, con imprese di servizi, manifatturiere, edili. Sul palco Attilio Grisi, da solo, per due ore e mezza. Poi l'apericena.
Si è partiti dal giro di presentazioni e da un quiz per alzata di mano, su casi veri: quante ore ci mette un'azienda a rispondere a una richiesta, cosa succede quando il chatbot di una compagnia aerea promette uno sconto che non esiste, se chi ti scrive ha il diritto di sapere che sta parlando con una macchina. Poi quattro blocchi, dalle basi al preventivo che si calcola da solo, e sei domande dalla sala.
Le basi, a gradini. Dal prompt all'automazione si sale per gradi: il prompt, scritto in sei caselle; la skill, la base di conoscenza che l'AI costruisce intervistandoti; la ricetta, cioè le istruzioni che funzionano e si riusano; l'automazione, che gira da sola. E le regole prima di tutto: cos'è l'AI slop, le formule che tradiscono un testo fatto con l'AI senza cura, e perché evitarlo. La risata della serata è arrivata qui, sulla finestra di contesto spiegata con il marito e la moglie.
Capire te stesso e il mercato, poi i contatti. Le analisi da fare prima di chiedere qualsiasi cosa all'AI: chi sei, chi sono i tuoi clienti, cosa è successo finora, cosa ti aspetti. Poi i casi: il tour stesso, Romeo che fa il buttafuori ai contatti di Roma Car Trade e risponde alla terza richiesta di preventivo, Gaia che fa la segreteria commerciale, e il percorso dalla call al preventivo con il metodo 20-80-20: venti di preparazione tua, ottanta di bozza all'AI, venti di rilettura severa, numeri e firma.
Migliorare, ogni settimana. I dati che diventano azioni, l'AI come allenatore che rilegge ogni appuntamento e dà un voto, l'assistente che conosce le procedure dell'azienda. Le domande della sala: le slide, le risposte automatiche da Facebook e Instagram, WhatsApp, gli agenti al telefono. Si è chiuso con i titoli dei giornali di questo autunno e con un ordine da tenere a mente: persone, processi, tecnologia.
Quello che i partecipanti si sono portati a casa, nelle parole di chi ha parlato con Attilio a fine serata, è una cosa sola: prendere le regole del proprio settore, ignorarle e scriverne di nuove. L'AI cambia tutto, e chi si libera dei limiti del passato lascia indietro la concorrenza. Tanti casi d'uso diversi, tanto fermento, e un percorso chiaro per passare da zero a un uso produttivo.












